domenica 19 febbraio 2017

Vesuvio con cozze e patate



Lo scorso mese abbiamo vissuto una meravigliosa esperienza comunitaria di conoscenza e condivisione con il raduno MTC, per me il primo.
L'ho vissuto proprio come bambina incantata in un luccicante e colorato negozio di caramelle, occhi a cuoricino e sorriso a 360° ben stampato.
Al termine del raduno, dove ha brillato la perfetta, attenta e sollecita organizzazione di Fabio, “santo subito” perché ha fatto miracoli, è arrivato anche il regalino, è che regalino …. poteva mancare la bomboniera!
Deliziosi assaggi di Napoli tra cui un prodotto d'eccellenza con cui misurarsi, la rinomata pasta Gentile.
Come resistere a tanta bontà bisognava subito provare!
Durante il raduno abbiamo assaggiato pasta patate e provola, poi ne abbiamo parlato per un po', mi è sembrato carino riprendere il tema della pasta e patate proponendola in un'altra versione, napoletanissima e molto goduriosa, con le cozze.

Per 4 persone

250 g di Vesuvio Gentile
500 g di cozze
200 g. di patate
limone di Sorrento non trattato
aglio
prezzemolo
peperoncino
olio extravergine di oliva
sale


Lavare e pulire con attenzione le cozze, farle aprire con pochissima acqua a fuoco medio coperto. Raffreddare. Sgusciare le cozze, filtrare e conservare il sugo di cottura.
In una capiente padella soffriggere aglio, olio e peperoncino. Quando l'aglio sarà dorato unire le cozze e il loro sughetto. Cuocere per qualche minuto giusto per insaporire il sughetto, attenzione a non farlo asciugare troppo. Eliminare l'aglio.
Cuocere le patate in abbondante acqua salata, lasciare leggermente raffreddare, pelarle. Emulsionarle con olio extravergine di oliva q. b. per ottenere una crema morbida e vellutata, salare, aromatizzare con la scorza grattugiata del limone. Tenere al caldo.
Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata. Scolare a cottura.
Saltare delicatamente la pasta in padella nel sugo delle cozze, impiattare su crema di patate, spolverare con prezzemolo tritato. Servire.


martedì 14 febbraio 2017

Dolce passione



Riflettevo su San Valentino, cuori nelle vetrine, cioccolato e cioccolatini, fiori e bigliettini, su quanto queste manifestazioni effimere e superficiali siano lontane dalla realtà della vita e dalle passioni che la animano.
È la passione per ciò che amiamo che muove le nostre esistenze, ci trasporta e ci trascina, conducendoci per strade mai immaginate, ci parla e non si spiega ma insegna, e ci spinge a cercare, a comprendere, a crescere ad ogni età, rendendoci  in definitiva vivi.
Teniamoci strette le nostre passioni.


Per la pasta all'uovo al cacao
90 g di farina tipo 0
20 g di cacao
1 uovo

per il ripieno
50 g. di cuscus precotto
20 g. di cioccolato fondente
15 g. di mandorle pelate
15 g. di pistacchi dolci
15 g. di zucca candita
2 ciliegine candite
1 cucchiaino di cannella in polvere

per completare

1 pera piccola
2 cucchiai di zucchero
burro q.b.
cannella

peperoncino in polvere


Preparare il cuscus utilizzando del burro al posto dell'olio. Una volta pronto sgranarlo e lasciarlo raffreddare. Tostare in padella le mandorle, tritarle, tritare anche i pistacchi e, separatamente, il cioccolato e la zucca e le ciliegine candite.
Unire al cuscus freddo il cioccolato, la zucca candita, la cannella, le mandorle e i pistacchi, mescolare.
Setacciare la farina e il cacao sulla spianatoia formare una fontana al cui centro mettere le uova. Con una forchetta sbattere le uova, quindi, sempre con la forchetta, unire una parte della farina prendendola dall'interno della fontana, continuare aggiungendo altra farina fino ad ottenere un composto piuttosto denso. A questo punto coprire le uova con la rimanente farina, inserendo sotto una sottile spatola e sollevando questo amalgama sul centro premendo. Continuare tutto intorno finché la farina non sarà quasi tutta assorbita.
Continuare la lavorazione a mano facendo rotolare brevemente e delicatamente l'impasto sulla spianatoia con una pressione verso l'esterno, non verso il basso, fino a quando l'impasto sarà liscio al tatto.
Raccogliere al centro le pieghe formando un bottone, premere sul centro. Sistemare la pasta nella fontina con il bottone rivolto sul fondo, coprire a campana, lasciare riposare per 20 – 30 minuti.
Al termine tirare la sfoglia sottilmente (io uso la macchinetta fermandomi al numero 5) formare i ravioli riempiendoli in maniera adeguata con il cuscus facendo ovviamente attenzione che il ripieno non fuoriesca, ritagliarli con uno stampino, nel mio caso mielosamente a forma di cuore.
Sbucciare la pera, privarla del torsolo, affettarla sottilmente, saltarla in padella a fuoco medio con due cucchiai di zucchero, una nocciolina di burro, aromatizzare con cannella. Coprire e continuare la cottura a fuoco debole fino a quando le fettine saranno morbide e dolcemente caramellate.
Lessare i ravioli in abbondante acqua bollente leggermente salata, sono cotti quando risalgono a galla. Scolarli, condirli con il sughetto delle pere .
Servire i ravioli con le pere caramellate e una spolverata di peperoncino.



domenica 12 febbraio 2017

Quanti modi di fare e rifare la cicerchiata



Buona domenica, ci ritroviamo anche questo mese, siamo nella cucina della Cuochina, prepareremo insieme la cicerchiata.
Carnevale è alle porte, si frigge in ogni dove e friggiamo anche noi :-)
Tra chiacchere, zeppole e castagnole troveremo un posticino anche per lacicerchiata :-)
Del resto la ricetta merita e va provata e con i consigli della Cuochina riesce perfettamente.
A me è piaciuto decorarla come facciamo con gli struffoli con confettini colorati, si sa al cuor non si comanda … sicuramente però anche con mandorle e cioccolata, come nella traduzione abbruzzese, sarà fantastica.
Quante cose scopriamo con la Cuochina e di quanto si arricchiscono le nostre cucine!


1 uovo
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di limoncello
buccia grattugiata di 1/2 limone
100 g circa di farina debole
olio per friggere qb

150 g di miele
30 g di frutta candita
anicini, diavolini e codette miste


In una ciotola, sbattere l'uovo con olio, liquore e con la buccia di limone grattugiata.
Unire a piccole dosi la farina, tanta quanta ne occorre per ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso, per me, in relazione alla grandezza delle uova che ho usato 100 g e un cucchiaio.
Formare dei bastoncini grossi quanto una matita. Con una spatola o con un coltello ben affilato, tagliare dei tocchetti grandi circa 1/2cm, arrotolarli fra le mani, formando delle palline.
Friggerli in olio bollente in piccole quantità, si gonfieranno, fino a quando diventano dorate, scolarli bene e trasferirli su carta assorbente.
In una capiente pentola sciogliere il miele a fuoco basso, quando diventa di un bel colore ambrato togliere la pentola dal fuoco ed unire le palline fritte, le mandorle, la frutta candita tagliata a piccolissimi pezzi e qualche cucchiaio di confettini, mescolare bene.
Trasferire su un piatto da portata, con le mani leggermente umide formare una ciambella, ricoprire con una spolverata di confettini.


Il prossimo mese ci vedremo di nuovo dalla Cuochina, prepareremo il Gulash di manzo.

http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/2016/09/la-cucina-regionale-della-cuochina_4.html

LA NOSTRA CUOCHINA 

giovedì 9 febbraio 2017

Les abricotines di Laudrée



Il mese scorso le nostre cucine si sono trasferite in Francia, abbiamo imparato a fare i macaron partendo dalla ricetta di Pierre Hermé adattata da Ilaria con le sue infallibili tecniche acquisite nel tempo.
Mentre mi preparavo all'impresa ho iniziato a fare pratica di macaron partendo dalle loro cuginette campagnole di Laudrée.
Siamo nel bellissimo blog di Patrizia, The Recipe-tionist di gennaio - febbraio, una meraviglia dopo l'altra, davvero solo l'imbarazzo della scelta.
Presa dalla foga dei macaron mi è piaciuta l'idea di cimentarmi con le abricottines che si sono rivelate una deliziosa scoperta, bellissime, d'effetto, squisite e sostanzialmente semplici da preparare, e un magnifico presagio per l'altra più ardua impresa :-)
Con questo post partecipo a The Recipe-tionist che per gennaio - febbraio 2017 è ospitato dal blog Andante con gusto.


per circa 30 abricotines:

170 g di zucchero a velo + 30 g per lo spolvero
215 g di farina di mandorle
35 g. di farina 00
6 albumi
i semini di ¼ di bacca di vaniglia
40 g di zucchero semolato
85 g di mandorle in scaglie non tostate
300 g di composta di albicocche


Setacciare lo zucchero a velo e la farina di mandorle quindi mescolarle con attenzione in una grossa ciotola insieme alla farina. Montare gli albumi a neve. Quando diventano bianchi e spumosi, non devono essere né troppo fermi né troppo morbidi, unire i semini di vaniglia e lo zucchero semolato, aumentare la velocità e sbattere fino a neve fermissima.
A mano, con la spatola, incorporare delicatamente ai bianchi, la miscela di farine e zucchero, con movimenti circolari dal centro verso l'esterno della ciotola e ruotando contemporaneamente il recipiente. Il composto dovrà essere liscio ed omogeneo ma ancora ben gonfio.
Con l'aiuto di un sac à poche con bocchetta liscia da 10 mm formare dei piccoli dischi di 2 cm di diametro su una teglia protetta con carta da forno. Cospargere i dischetti con le mandorle a scaglie facendo attenzione che siano tutte piatte sul biscottino.
Cuocere in forno statico già a temperatura a 170° per circa 10 minuti (nel mio forno) devono leggermente dorarsi.
Sfornare, lasciare raffreddare, unire le semisfere a due a due con la composta di albicocche, spolverare con zucchero a velo.



http://www.cuocicucidici.com/2017/01/the-recipe-tionist-di-gennaio-febbraio-e.html

lunedì 30 gennaio 2017

Treccia svedese alle mele


Quest'anno mi sono ripromessa di seguire un po' di più Re-Cake che ogni mese ci accompagna con proposte sempre più golose e prelibate, una tentazione irresistibile :-)
Questo mese è la volta di una morbidissima e profumata treccia di pasta brioche farcita da un delizioso e leggero ripieno di mele.
Un impasto semplicissimo e sorprendentemente delicato che si presta splendidamente, a mio parere, anche per preparazioni semidolci, insomma c'è da approfondire e provare :-)
Con questo post partecipo a Re-Cake 2.0 di gennaio 2017.


Per 2 trecce

impasto
245 g di panna acida a temperatura ambiente
10 g di lievito di birra
60 ml di acqua tiepida
30 g di burro morbido
35 g di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 uovo
400 g di farina 00

farcia
800 g di mele golden sbucciate, private del torsolo e tagliate a spicchi
60 g di zucchero
1/2 cucchiaio di succo di limone
1/4 di cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/4 di cucchiaino di noce moscata in polvere
1/4 di cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
20 g di burro
15 g di maizena

Per completare
mandorle a lamella tostate
zucchero a velo e succo di limone

Preparare la farcia alle mele.
In una terrina mescolare gli spicchi di mela con lo zucchero, il succo di limone, il sale e le spezie. Lasciare riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.
Scolare le mele raccogliendo il succo in una casseruola. Unire il burro, portare a bollore, lasciare cuocere a fuoco medio per circa 5 minuti senza mescolare, ruotando la casseruola, fino a creare uno sciroppo.
In un’altra terrina mescolare le mele con la maizena, quindi unire lo sciroppo.

Preparare l’impasto.
Unire il burro alla panna acida, mescolare. Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida.
Trasferire nella ciotola della planetaria, unire la panna acida con il burro, lo zucchero, le uova e la farina. Impastare a velocità 2, frusta a gancio, per 10 minuti quindi a velocità 3 per 2 – 3 minuti. Trasferire l'impasto sulla spianatoia, lavorarlo ancora un po' a mano quindi formare un panetto, sistemarlo in una ciotola leggermente unta sigillare la ciotola con la pellicola, lasciare lievitate in forno con lucetta accesa fino al raddoppio, circa 1 ora e mezza.
Riscaldare il forno a 180 gradi, modalità statica. Riprendere l’impasto, sgonfiarlo e Dividerlo in 2 parti uguali. Stendere ciascuna parte fino a ottenere un rettangolo. Suddividere la farcia alle mele sui 2 rettangoli di pasta, disponendola al centro e lasciando i bordi liberi. Incidere i bordi, formare una treccia prendendo le strisce di pasta e richiudendole verso il centro, sul ripieno, sovrapponendole.
Trasferite la treccia su una placca protetta da carta forno Cuocere per 15-20 minuti o, comunque fino a doratura.
Sfornare e lasciare raffreddare.

Decorare con una glassa semplice ottenuta mescolando lo zucchero a velo con qualche goccia di limone fino ad ottenere un composto lucido e denso. Cospargere con mandorle a lamella tostate.

http://re-cake.blogspot.it/2017/01/treccia-svedese-alle-mele.html

mercoledì 25 gennaio 2017

Velvet macaron, oreo macaron, funfetti macaron, un americano a Parigi per MTC#62, la sfida dei macaron



La verità è che volevo fare i macaron ma forse in fondo in fondo non li volevo fare …
Per chi (pochi) non lo sapesse i macaron sono l'oggetto della sfida di MTChallange # 62, proposta da Ilaria, vincitrice con un superlativo tiramisù di MTC#61, sono il trofeo della nostra tenzone.
Intimidita da quel nome così importante che evocava tutta la maestria dell'arte pasticcera francese, ci pensavo e ripensavo, i colori, i ripieni, le farce, le combinazioni, studiavo e ripetevo …. ma non mi decidevo :-)
Come riprodurre quella scioglievole morbidezza appena racchiusa dall'involucro croccante, quel fondente che si che si stempera e si accentua nell'eleganza voluttuosa del ripieno, tutto lo scibile della pasticceria in un dolce mignon, un lavoro di precisione, studiato, ragionato. Mica è semplice fare i macaron!
Approfittando dell'impegno del raduno ho rimandato e rimandato fino al limite possibile, poi mi sono lanciata … o volere o volare :-)
Siamo davvero siamo fortunate a far parte di questa grande scuola di cucina che è anche una bella famiglia e una frizzante community (questo week end abbiamo maccheronato praticamente a forni unificati) dove amiche competenti e generose ci spingono a superare i nostri limiti, le nostre riserve mentali.
Ed è finita che ho fatto i macaron, un po' stortini e abbrustolitini ma sempre macaron :-)

Per la ricetta completa le fondamentali tecniche acquisite e generosamente condivise da Ilaria che se seguite pedissequamente portano anche un principiante ad un risultato certo vi rimando al suo post che vi garantisco bisogna salvare e mettere nei preferiti.


 
Ecco come ho proceduto seguendo pedissequamente, salvo imprevisti, la sua ricetta

Ricetta di Pierre Hermé (per circa 32-35 macaron)
150g zucchero al velo
150g farina di mandorle
110g albumi vecchi (almeno 3 giorni) – divisi in due ciotole da 55g l’una
Per lo sciroppo
150g zucchero semolato
50ml di acqua

colorante per alimenti in gel nero e rosso

Almeno tre giorni prima pesare 110 g di albumi, dividerli in due ciotole da 55 g l'una, ricoprirle con pellicola per alimenti, incidere con pochi, piccoli tagli la pellicola, lasciare riposare in frigo.
Tostare leggermente la farina di mandorle in forno a 150° per circa 10 minuti, attenzione a che non scurisca troppo, raffreddare completamente.
Nel frattempo portare gli albumi a temperatura ambiente,non vanno usati freddi.
Passare al mixer la farina insieme allo zucchero al velo fino ad ottenere una miscela aerea e impalpabile, raffinarla ulteriormente passandola in un setaccio a maglie fini.
Si otterrà il tant pour tant o TPT
Incorporare i primi 55g di albume crudo al TPT a mano con la spatola in silicone. Amalgamare bene in modo da ottenere una pasta morbida, omogenea e densa.
Preparare la meringa italiana:
Versare lo zucchero semolato e l’acqua in un tegame dal fondo spesso. Inserire un termometro e cuocere a fuoco medio. Quando la temperatura arriva a 112° (come consigliato da Ilaria nel filo diretto su facebook di questo caldo e dolcissimo week end francese) cominciare a montare simultaneamente i rimanenti 55g di albume nella planetaria ad alta velocità (io a velocità 6). Se, una volta che lo zucchero comincia a bollire, tendesse ad attaccarsi utilizzare un pennello bagnato in acqua fredda passandolo sui lati (come per il caramello).
Quando il termometro raggiunge i 118° versare lo sciroppo a filo sulla meringa che non sarà ancora completamente montata ma neppure troppo smontata avendo cura di farlo scivolare sul lato della ciotola. Continuare a montare per un altro minuto, diminuire la velocità e montare ancora per circa 2-3 minuti o comunque fino a quando il composto risulterà bello gonfio, lucido e bianchissimo e la temperatura sarà scesa a 40°C. A questo punto la meringa è pronta e potrà essere aggiunta alla pasta di mandorle.

Macaronage
Con la spatola, a mano incorporare una piccola quantità di meringa alla pasta di mandorle e mescolate in modo da rendere l’impasto più fluido con movimenti rotatori dal centro verso l'esterno. Aggiungere la restante meringa continuando a mescolare delicatamente dal centro verso i lati esterno raccogliendo continuamente l’impasto. Quando il composto comincia a diventare lucido fare la prova del macaronner, l’impasto è pronto quando sollevando la spatola ricadrà sulla ciotola formando un “nastro pesante” che ricade con una certa difficoltà.

A questo punto ho diviso il composto, una parte l'ho tenuta neutra e sistemata direttamente nel sac à poche, l'altra più grande divisa in due ciotole e colorata.

Ilaria spiega bene i momenti in cui è possibile colorare i macaron e i coloranti maggiormente consigliati, per cui meglio attenersi alle sue indicazioni che troviamo qui

Versare (è il termine giusto, scende proprio come un nastro) nel sac à poche monouso una quantità di composto riempiendolo fino a metà circa. Spremere bene il composto fino alla fine della tasca, questa operazione è molto importante (in generale, non solo per i macaron) perché eviterà la formazione di bolle d’aria. Chiudere la tasca con due o tre giri e fermarla con una molletta.
Ilaria consiglia un sac à poche con bocchetta liscia di 8 - 10 mm, io non avevo tante bocchette in casa così ho usato dei sac à poche tagliando la punta dritta dritta (grazie Anna Luisa) proprio all'altezza della pasta.

Pochage
Per il pochage c'è bisogno solo di un template, una traccia da seguire prima di prenderci la mano, realizzato disegnando con un coppapasta dei cerchietti di massimo 3,5 cm di diametro su un foglio di carta da forno tagliato alla stessa misura del fondo della teglia.
Fissare con un pochino di impasto i 4 lati del foglio di carta da forno alla teglia. Tenendo la tasca verticale posizionarsi dritti dritti a circa 2 cm sopra la teglia. Formare dei ciuffettini di impasto seguendo il template cercando di farli quanto più rotondi e simmetrici possibile. Si allargheranno diventando dei lisci bottoncini. Continuare sulle altre teglie fino all’esaurimento dell’impasto. Picchiettare delicatamente con la mano il fondo delle teglie in modo da uniformare i macaron ed eliminare eventuali bolle d’aria, cosa che io non ho fatto alla perfezione come si vede dal macaron rosso con la bolla messo appositamente in primo piano.
Io ho usato un foglio in silicone e due template, sono riusciti molto meglio i macaron posati sui template rispetto a quelli sul foglio in silicone.


Croutage
Lasciare riposare i gusci a temperatura ambiente, da almeno 30 minuti a 2-3 ore. Questa operazione è molto importante in quanto serve a creare una pellicola fine, secca e resistente sui gusci, e che diventa poi croccante in fase di cottura. L’umidità solleva il guscio senza screpolarlo e alla base si forma il collarino.
Poiché i tempi di croutage possono variare a seconda della temperatura esterna, per verificare che i gusci siano pronti per essere infornati, sfiorare delicatamente la superficie di un guscio; la pasta non deve incollarsi al dito.


Ilaria consiglia di infornare in forno statico a 180° per i primi 2-3 minuti fino quindi di abbassare la temperatura a 140-150° e cuocere per ulteriori 10-12 minuti avvertendo però che le temperature e i tempi di cottura sono assolutamente indicativi e dipendono dal proprio forno.

Il mio forno non ne ha proprio voluto saperne, i primi macaron si sono biscottati :-)

Assodato che evidentemente deve essere riparato perchè riscalda troppo, cosa che non si poteva fare dalla sera alla mattina, mi sono dovuta adattare, cuocendoli a 140° in modalità statica e cercando di mantere costante la temperatura del forno, che controllavo con un termometro interno e che nel frattempo continuava a salire, aprendo lo sportellino, praticamente li ho cotti con lo sportello semiaperto, chissà che correnti d'aria in quel forno e comunque qualcuno si è leggermente brunito.
Insomma viste le condizioni ambientali e strutturali è andata quasi bene :-) 
Ulteriore riprova che la ricetta di Ilaria è infallibile, funziona anche a forno aperto!



Una volta cotti, togliere la teglia dal forno e far scivolare il foglio dei macaron su un ripiano fino al completo raffreddamento. E’ importante NON LASCIARE il foglio sulla teglia altrimenti continuerà la cottura.
Una volta freddi, staccare i macaron dal foglio di carta forno con delicatezza, con l’indice creare un piccolo avvallamento che permetterà una farcitura più abbondante. Lasciae i gusci con la parte “piatta” rivolta verso l’alto.

Ora i macaron sono pronti per essere farciti, oppure possono essere conservarti in frigorifero fino a 48 ore o molto di più se congelarti.


I miei ripieni
La scelta del ripieno dopo tanta meditazione è stata istintiva, quasi casuale.
Lo so il pippone era per me :-(
Per i primi macaron gialli e arancione avevo pensato a delle ganache agrumate, ma purtroppo non è stato possibile, come ho detto si sono biscottati. Col terrore dei colori chiari sono ritornata al negozio di prodotti per pasticceria restando, non scherzo, almeno 10 minuti davanti allo scaffale dei coloranti riflettendo su combinazioni di colore e di ripieno, mi avranno presa per pazza, in fondo un po' lo sono :-)
Si scruniscono allora li faccio neri! Quasi una provocazione, in verità non credevo proprio che riuscissero dopo l'esperienza del giorno prima!
Le farce e le combinazioni sono venute dopo, troppo confusa, indecisa, ci avevo pensato troppo, confesso e farò ammenda.


red velvet macaron
240 g di formaggio cremoso spalmabile tipo quark
70 g di zucchero a velo
100 g di panna fresca non zuccherata
qualche goccia di estratto di vaniglia

Montare la panna, trasferire in una ciotola fredda a riposare in frigorifero.
Montare il formaggio cremoso spalmabile con lo zucchero a velo, aromatizzare con l'estratto di vaniglia.
Unire delicatamente la panna a mano con la spatola.

oreo macaron
75 g di burro
150 g. di zucchero a velo
3 - 4 oreo sbriciolati

Montare a velocità sostenuta burro e zucchero fino ad ottenere un composto soffice e chiaro. Con la spatola a mano unire gli oreo sbriciolati.

funfetti macaron
60 g di burro
90 g. di zucchero a velo
un cucchiaio di codette miste

Montare a velocità sostenuta burro e zucchero fino ad ottenere un composto soffice e chiaro. Con la spatola a mano unire le codette.

Per i due ultimi macaron ho usato la stessa tipologia di crema, una crema al burro very strong, ma con diverse proporzioni degli ingredienti.

Le ricette delle creme sono prese dal web con qualche modifica
http://ohsprinkles.com/2016/02/oreo-macarons/
http://sallysbakingaddiction.com/2013/03/19/easy-homemade-funfetti-cake/
http://www.foodnetwork.com/recipes/southern-red-velvet-cake-recipe.html 



Sistemare i ripieni nei sac à poche, farcire delicatamente i macaron come descritto da Ilaria tenendo la tasca verticale posizionatevi a circa 2cm sopra la teglia. Delicatamente guarnite con una generosa porzione di farcia la metà di gusci, avendo cura di lasciare un bordo di circa 3mm. Assemblate i macaron con i gusci restanti sovrapponendoli a quelli farciti, e premendo molto delicatamente fino a che la farcia non sia ben evidente tra i gusci.
Trasferite i macaron adagiati su un vassoio (possibilmente ricoperto di carta da forno) in frigorifero per circa 24 ore. Prima di servire, lasciateli 2 ore a temperatura ambiente.

 
Ecco, sono arrivata alla fine, con questo post partecipo alla sfida n° 62 di MTChallenge, la sfida dei macaron, e non mi sembra vero!


http://www.mtchallenge.it/2017/01/05/mtc-n-62-la-ricetta-della-sfida/

giovedì 12 gennaio 2017

Mendiant


Ancora una leccornia dal cestino di Re-Cake2.0.
Sono i mendiant, dolci tradizionali francesi tradizionalmente preparati durante le festività natalizie, dischetti di cioccolata sormontati da frutta secca e candita in un tripudio di sapori, forme, colori e consistenze.
Paradossalmente un dolce dell'aspetto così ricco e fastoso era originariamente chiamato a rappresentare l'austerità, il rigore e la moderazione della vita monastica.
Ciascuno degli ingredienti utilizzati evocava simbolicamente il colore degli abiti dei quattro ordini monastici o mendicanti: l'uva passa per i domenicani, la nocciola per gli Agostiniani, il fico secco per i francescani, e la mandorla per i Carmelitani, mendiant en chocolat.
Questo almeno originariamente, l'inventiva dei maître pâtissier ha nel tempo stravolto il significato simbolico degli ingredienti concentrandosi sul loro accostamento alla ricerca della prelibatezza e piacevolezza del risultato finale.
Quanti ordini monastici sono stati introdotti :-)
Tanto belli quanto semplici e veloci da preparare, assicurano un risultato d'effetto che è possibile replicare in qualsiasi momento dell'anno.

100 g cioccolato fondente

frutta candita (pere, albicocche, cedro, ciliegie, scorza d'arancia)
mandorle a filetti
pistacchi pelati non salati
anacardi non salati
zenzero candito
cocco essiccato
confettini perlati

Fondere metà del cioccolato a bagnomaria, fuori dal fuoco unire l'altra metà tritata finemente. Mescolare con la spatola fino ad ottenere un un composto uniforme.
Non è proprio un temperaggio perchè non ho usato il termometro per dolci ma ho comunque cercato di mantenere bassa la temperatura del cioccolato per ottenere un composto piuttosto denso e facilmente utilizzabile.
Su una teglia rivestita di carta forno realizzare con il cioccolato fuso dei dischetti semplicemente facendo colare un cucchiaio raso di cioccolato e distribuendolo poi con movimenti circolari.
Sistemare sui mendiant mezza ciliegina candita qualche pistacchio, un mezzo anacardo, un po' di canditi a lamelle, le mandorle a filetti, completare con una leggera spolverata di cocco essiccato e confettini.
Lasciare raffreddare.
Staccare dalla carta forno e servire.
Se resistono si conservano bene e a lungo.